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Terme Vigliatore si presenta con l'immagine di una
località che, per la sua speciale posizione geografica, la
fecondità delle sue terre , la presenza di antiche vestigia romane
e di sorgenti termali come pure gli edifici di grande interesse
storico artistico-architettonico ed etno-antropologico, la bellezza
del paesaggio marino e collinare, può essere ritenuta detentrice di
un patrimonio storico - culturale, paesaggistico ed ambientale e di
prestigioso valore: patrimonio che merita di essere salvaguardato e
tutelato, valorizzato e pubblicizzato.
Tra
i motivi di richiamo di Terme Vigliatore c'e certamente l'ormai
famosa VILLA ROMANA
.
Riportata alla luce negli anni '50 la villa rappresenta in base agli
attuali reperti archeologici, secondo il Corelli, l'unico esempio di
villa romana di lusso di un certo livello
nel quadro della storia artistica della Sicilia dell'alto
Impero (I°- II° sec. d.C.)
Pertanto,
si ritiene che questa signorile residenza, quale illustre esemplare
di archeologia romana in Sicilia del primo secolo dell'Impero, sia
di grande interesse storico-culturale, proprio perché si erge come
preziosa e rara testimonianza di un periodo della storia isolana
contrassegnato da una fase di depressione del tessuto
economico-sociale e da una produzione artistica piuttosto esigue e
povera.
La "Villa" che ebbe una prima fase costruttiva al centro
di un grande latifondo , nel periodo tardo-repubblicano (2^ metà
del I° sec. a.C.), solo più
tardi,
in avanzata età Giulio-Claudia (2^ metà del I° sec. d.C.) fu
ampiamente rinnovata in tutto il suo modesto splendore e mantenne la
sua vitalità fino a tutto il periodo del tardo-romano con probabili
riattamenti pure in epoca Normanna; tra l'altro è stato accertato
che questa dimora ebbe i suoi secolari sviluppi su un terreno
suggellante, un substrato preistorico che ha riportato alla luce
ceramiche d'impasto
dell'età del ferro e uno strato medio che ha rivelato tracce di
insediamenti umani anche in età ellenistica (III° - II° sec.
a.C.).
Non
si possono, infine, dimenticare le acque sulfuree delle Terme di
Veneree, alle quali è collegato
il "Grand Hotel"
delle Terme . Lo stabilimento termale della "S.T.E.A." ha
una lunga e prestigiosa storia. 
Fu denominata "Fondo Veneris" dai Romani ed è legata alla
storia dalla modesta borgata tranquillamente adagiata in una
splendita conca circondata dai monti, da cui la vista si perde fino
alle Isole Eolie.
Già
nel 1936 la "Guida delle stazioni idrominerali d'Italia"
edita dal Touring Club, vi dedicò un ampio servizio.
Le
acque appartengono al gruppo delle minerali
sulfuree-bicarbonato-alcaline; vengono utilizzate attraverso cure
idropiniche, bagni, fanghi (ottimi in reumatologia), terapie
inalatorie , insufflazioni e massaggi, che intervengono
favorevolmente nella risoluzione delle malattie del ricambio,dei
disturbi epatici, nelle riniti e nella sordità rinogena, nonché in
presenza di disfunzioni dell'apparato respiratorio e circolatorio.
In campo pediatrico si ottiene immediato sollievo nelle bronchiti e
nelle tonsillopatie, diffuse nei bambini quanto il linfatismo,
anch'esso curabile con le acque della Fonte di Venere.
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