Terme Vigliatore ,

   

CENNI STORICI

 

CENNI STORICI - parte terza

     

TERME VIGLIATORE tra il mito e la storia

di Tindaro Porcino

    Della Storia di questo nostro Paese, conosceremo adesso una caratteristica Tradizione Popolare: la “Fiera di Terme”, che ha origine in tarda epoca.

Essa, perpetuantasi tuttora in questi nostri giorni, ci tramanda come, in qualche modo, si mutava (nel tempo della sua origine) la condizione del nostro Popolo, che diventando libero anche se per durata spaziale esigua per grazia sovrana (e in un periodo in cui la rigorosa stratificazione gerarchica ben difficilmente consentiva sovvertimenti di sorta nell’ordine delle Caste prestabilite), poteva usufruire di alcuni insoliti ed essenziali benefici; che altrimenti erano appannaggio di Categorie sociali differenti a quelle nette quali esso si connotava.

In quei, annuali e speciali, giorni, i nostri antenati, infatti, appartenenti in maggioranza a quella cosiddetta popolazione servile per l’autonomia concessa dal Re, si trasforma­vano in “burgisi” godendo perciò della prerogativa di autogovernarsi, e quindi, della facoltà di promulgare Leggi , e d’isti­tuire Balzelli (applicati questi ai numerosi partecipanti extraterritoriali detta “Fiera”, che colli esponevano mercanzie).

In tal modo, esercitando il beneficio detta libertà, insolitamente dimenticavano la toro atavica condizione di dipendenti; e all’impossibilità del riscatto del loro naturale stato giuridico vincolato al lavoro dei campi, nei normali tempi dell’anno vi facevano corrispondere come per naturale rivalsa il meticoloso studio di tutte quelle cose o iniziative, che sarebbero state necessarie per i venturi annuali giorni di festa; quando la certezza me­ravigliosa di quel Regio Decreto, che donava a toro la suprema libertà, li avrebbe fatto risentire “cittadini”, quindi, non inferiori a nessu­no; senza vincoli di servaggio, e pertanto, nella piena facoltà di agire ed operare in totale auto­nomia.

Anche se, tuttavia ad onor del vero, la loro condizione di subalterni non era poi cosi gravosa ed inumana, come quella di altri contadini, in servizio in luoghi vicini a ciò era dovuto alla particolarità dei loro specialissimi “padroni”, che d’iniziativa propria e in deliberata volontà, anzichè rivestirsi d’albagia e superbia com’era naturale che fosse per chi deteneva allora il potere! si adornavano, invece, d’umiltà e carità.

Ma diciamo, dunque, con ordine quando tutto questo, esattamente, accadeva; e chi fossero quei “speciali Padroni” del nostro Popolo. Intorno agli ultimi anni del 1200 e agli inizi del 1300 in queste nostre Contrade giunsero i figli di S. Benedetto: i Monaci Benedettini. Essi, presenti in verità, nella nostra Provincia Messinese, sin dal tempo del loro fondatore ( 534 d.C.), hanno sempre avuto riconosciuto dai reggitori delta Cosa Pubblica, quanto i dettami di quella loro Regola promulgata in un giorno lontano a Montecassino fossero veri, e quanto diventassero pertinenti quell’Ora et Labora”, assieme allo stesso motto “Pax”, nel benefico miglioramento degli uomini e delle terre, in cui essi andavano a vivere e lavorare, nei periodi più bui ed oscurantisti delta Storia. E proprio qua da noi, come sopra accennato, dopo il flagello della Guerra del Vespro (1283), vennero ad abitare e a lavorare i detti Padri.

 Accordata a loro la facoltà di un luogo per costruirvi una Grancia dipendente questa da1l’autorità dell’Abate del Monastero di S.Maria Latina, o altrimenti detto “Della Valle di Giosafat” e fabbricatasela assieme alla Chiesa sul pianoro dove oggi, ancora, c’è la Chiesetta della Madonna delle Grazie e le ville Stancanelli e lannelli, diedero mano a quell’indefessa fatica di braccia e d’esemplarità perchè fossero cancellate le brutture e le devastazioni, materiali e morali, inflitte dalle soldataglie devastatrici.

 Le nostre terre, già oasi sperimentali al tempo del grande Svevo. ritonarono dopo le rovine del “Vespro”, mercè l’opera benedettina, ad essere ciò che in passato erano state: ma anzi, dal provetto lavoro degli stessi Cenobiti si ebbero avviate culture nuove validamente rispondenti, data l’ubertosità dei luoghi.

Fu così che il nostro territorio conobbe la “Canna Meli” (canna da zucchero). che una volta raccolta ed essiccata veniva trasformata in zucchero in quel luogo, oggi chiamato “Palmento” e dove un giorno sorgevano le officine ed i magazzini dei monaci.

All’opera di mediazione degli stessi Frati, il nostro Popolo deve pure quella Tradizione, che, in virtu del Real Decreto concesso da Federico IV D’Aragona (1365 c.) in un suo soggiorno fatto presso la celeberrima “Fonte di Venere”, per godere della cura d’acque  le accordava la facoltà, nello spazio limitato ai festeggiamenti della SS. Padrona, di essere artefice di opere e di fatti, nella libertà di giurisdizione.

 Lo stesso antico Decreto, ricondotto però alla sua originarietà primitiva libero, cioè, dalle Imposte Regie, subentrate queste dopo la partenza dei Monaci Benedettini dal nostro Paese (e cioè avvenne nella seconda metà del 1500) per la solerzia dei nobili Giurati della Città di Castroreale, che a ciò s’interessarono, è segno visibile a tutt’oggi per quel ricordo marmoreo, murato sulla porta principale della vetusta Chiesetta della Grazie, là dove ognuno può leggervi ciò che segue:

 

 

 

   D.O.M.

Philippo IIII Siciliae et Hispaniarum

Rege potentissimo

ad maiorem Dei eiusque Matris

Virginis Mariae gloriam et

Popolorum commoda nundinas has

a vulgo Termini dicta regis

vectigalihus levaverunt solertissimi

patres Michael Lococo

Franciscus Albertus Marius Basilicò

et Michael Maria Cammareri Anno

Domini MDCXLIII

 

 

Dio Ottimo Massimo

Filippo IV Re potentissimo di Sicilia e di Spagna. Alla maggior gloria di Dio e di Sua Madre la Vergine Maria e a beneficio dei Popoli , questa “Fiera”, volgarmente detta “di Termini”, fu ricondotta dai solertissimi Padri

MICHELE LOCOCO, FRANCESCO ALBERTI, MARIO BASILICO e MICHELE MARIA CAMMARERI, libera da Imposte Regie nell’anno del Signore 1643.

 


 

LUOGHI STORICI

Villa Romana
Fiera di Terme

 

APPROFONDIMENTI STORICI

Parte 1^
Parte 2^
Parte 3^

 


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 Ultima modifica 18-01-01